sabato 10 maggio - musica folk a ovada

Vi segnaliamo, per la serata di sabato 10 maggio (ore 21), il concerto, organizzato dal Comune di Ovada presso il
Teatro Splendor, del gruppo

GIRA RA ROVA

http://www.myspace.com/girararova

I Nuovi Trovieri sono una formazione vocale-strumentale operante nell’ambito del folk nazionale tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta. Gianfranco Calorio e Gianni Ghé sono gli unici, nell’attuale formazione, che provengono dal gruppo originario.

Gianfranco Calorio - chitarra e voce
Gianni Ghé - voce
Raffaella Scala - violino
Giorgio Penotti - fiati, voce e arrangiamenti
Daniela Caschetto - basso
Massimo Grecchi - batteria e percussioni

“Gira ra rôva” ha l’intento di organizzare la ricerca, la rielaborazione e la riproposta dei contenuti della cultura popolare alessandrina desunti dalle testimonianze raccolte tra la nostra gente. Si farà riferimento, in primo luogo, a quelle che sono state oggetto d’accurata indagine e catalogazione da parte di Franco Castelli, con il quale alcuni di noi (Gianfranco Calorio e Gianni Ghè) hanno collaborato, fondando, nel 1968, il “Canzoniere Popolare Alessandrino”.
Con il titolo “Gira ra rôva” (Gira la ruota) s’intende il ciclo delle stagioni che, nella società contadina del passato, segnava il ritmo del vivere comune, ma anche la metafora del ciclo della vita, tema tipico della cultura popolare.

Sabato 3 maggio 2008 - Da Tenco a Capossela – Claudio Cristoferone & Simone Lisino

Sabato 3 maggio 2008 – ore 21.30

Spazio Sotto l’Ombrello, Scalinata Sligge, Ovada.

Claudio Cristoferone e Simone Lisino

presentano:

Da Tenco a Capossela – L’essenziale è invisibile agli occhi

Da Tenco a Capossela è un viaggio tra la musica d’autore e le sua attualizzazione nella musica jazz. Può svilupparsi in una forma esclusivamente musicale o in una di teatro canzone.

Non solo Tenco. Lui era lì in un tempo che suscitava l’emozione del cambiamento, la musica jazz, lo swing, diventavano nuovo percorso.
Quello che ancora oggi viene rivisitato. Noi, con la nostra storia abbiamo cercato di unire il nuovo alla parola e alla poesia, perchè se la musica è l’arte della fantasia, il jazz è la fantasia dell’arte.
Alcuni si arrogano il diritto di rappresentarsi, altri quello di rappresentare.

Vi aspetto per festeggiare con il jazz e la parola, con un bicchiere in mano, per accogliere e salutare, senza altra speculazione che comunicare per cambiare.

Claudio Cristoferone

Da Tenco a Capossela – L’essenziale è invisibile agli occhi

Da Tenco a Capossela è un viaggio tra la musica d’autore e le sua attualizzazione nella musica jazz. Può svilupparsi in una forma esclusivamente musicale o in una di teatro canzone.

Ciao amore ciao

tenco è il tempo di un viaggio di trenta chilometri,
di una canzone che scivola dentro.

tempo lontano di bambino davanti al televisore,

di morte senza paura,
di amore senza coraggio.

tenco è una sensazione di incontro,
un tempo per quel bagliore,
quella ricerca delle parole per comunicare e cambiare.

io canto tenco in questo tempo e
scrivo una storia che cantando vive ancora.

L’essenziale è invisibile agli occhi

Questo il nome della proposta musicale e teatrale elaborata e scaturita dall’incontro tra diverse anime e percorsi musicali.L’essenziale è invisibile agli occhi, è un viaggio tra la musica d’autore e le sua attualizzazione nella musica jazz.Un imbranato personaggio, si racconta insieme alle canzoni.Metafora della ricerca e del rappresentarsi, ricostruzione e anticipazione, urla e silenzio.L’alternarsi di monologhi e canzoni nel rappresentare episodi di vita, ipotesi e speranze nelle contraddizioni del nostro quotidiano.Libera interpretazione di un messaggio di vita, d’amore, di ricerca, di libertà.Simbolicamente Tenco è il personaggio di riferimento, l’essenziale è invisibile agli occhi un invito a contrastare un mondo dell’apparenza che sempre più ci ignora nelle nostre più profonde aspirazioni.Il jazz e la poesia, da sempre veicoli di libertà, sono la nostra voce.
Uno standard, una traccia, per poi provare ad improvvisare e dare un senso a questa vita, trovare suoni e parole nuove ogni giorno, ogni volta. Gli interpreti dello spettacolo sono elencati di seguito.

Claudio Cristoferone nasce a Tortona il due gennaio millenovecentosessanta, dall’età di sei anni lezioni di canto e di chitarra con vari insegnanti, concorsi canori nel nord Italia. All’età di quattordici anni il primo gruppo musicale e i primi concerti poi The green season fino al settantotto.
Interrompe le attività musicali e insieme agli studi filosofici sviluppa progettualità nel settore dell’assistenza sociale in collaborazione con la Regione. Nei primi anni novanta torna alla musica fondando i Tangle, gruppo di cover rock, poi Nero a metà, rock italiano fino al novantaquattro, contemporaneamente attività di piano bar in locali e piazze, da lì nasce il progetto “da Tenco a Capossela”.
L’incontro con Simone Lisino nel duemilaquattro vede lo sviluppo del progetto su Tenco e i cantautori rivisitati in leggera interpretazione jazz, esibizioni con Ivano Maggi, Andrea Imelio, Stefano Bertolotti, Mario Zara, Alex Carreri.
Attività teatrale con composizioni inedite come autore dei testi e in collaborazione con Simone Lisino delle musiche negli spettacoli “Il mio amico Max” di Marco Lodoli con la regia di Luciano Nattino e la recitazione di Emanuele Arrigazzi. In seguito la stessa attività e le stesse collaborazioni con lo spettacolo “Il Poema dei Lunatici” tratto da “Le Voci della luna” di Federico Fellini, prodotti entrambi dalla Casa degli Alfieri di Asti.
Attualmente una nuova progettualità riguarda uno spettacolo con suoi testi,”ciao amore ciao” in collaborazione con Renzo Sicco dell’Assemblea Teatro di Torino, con musiche scritte con Simone Lisino. Lo spettacolo è già stato rappresentato con Simone Lisino, Stefano Bertolotti, Andrea Imelio e Emanuele Arrigazzi.
Di prossima uscita un cd di inediti.

Simone Lisino, musicista in continuo progresso, il cui approccio alla chitarra si è andato via via facendo sempre più personale, è capace di coniugare le inevitabili influenze (Mike Stern, Robben Ford, Wes Montgomery) entro un linguaggio ormai completamente suo.
Ha iniziato lo studio della chitarra da autodidatta, all’età di 16 anni ha intrapreso la carriera musicale collaborando con vari gruppi rock dell’alessandrino e del pavese: BRAINLESS (1990-1992), ETA BETA (1992), RITMI URBANI (1992-1994), FUORI MISURA (1993-1995), BIG CAKE 5et (1995-1997), RADIO BACCANO (1996-199 8) Antonio Carta (1998-2000) Appaloosa (2001-2004).
Si è quindi perfezionato presso l’Accademia di Arte Moderna di Voghera, seguendo il corso di chitarra elettrica con il Maestro Fabio Casali.
In seguito ha conseguito brillantemente il diploma di JAZZ MASTER, frequentando per tre anni il corso di chitarra moderna e chitarra jazz con il Maestro Luciano Zadro ed il corso di armonia funzionale con il Maestro Filippo Daccò, presso il Centro Didattico Musicale di Milano, dove una commissione di esperti ne ha riconosciuto le alte qualità tecniche ed interpretative.
Si è laureato nel 1996 in ingegneria civile discutendo una tesi sull’acustica degli ambienti e la trasmissione del suono.
Frequenta il Corso di Laurea di Chitarra Jazz presso il Conservatorio di Alessandria con il maestro Pino Russo.
Ha fondato e coordina un progetto solista, di cui è uscito il CD Simone Lisino “FUN-JAZZ” con brani originali composti dallo stesso Simone Lisino più due brani del pianista Mario Zara, prodotto dall’etichetta SPRING CITY “MAP” (Musicisti associati Produzioni), con la collaborazione di numerosi musicisti tra cui Giorgio DiTullio, Piero Leveratto, Roberto Martinelli, Mario Zara, Loris Stefanuto, Mirko Testoni, Roberto Re, Stefano Bertolotti, Stefano Intelisano ed altri ancora.
Compositore ed esecutore con Claudio Cristoferone delle musiche della rappresentazione teatrale “IL MIO AMICO MAX” di Marco Lodoli, regia Marco Nattino, produzione CASA DEGLI ALFIERI – ASTI, TEATRO IN ARIA – ROMA, e dello spettacolo di Emanuele Arrigazzi “IL POEMA DEI LUNATICI”.
Nel gennaio 2005 è uscito il Cd “LUCKY ESCAPE” edito dalla Ultrasound Record con brani originali in collaborazione con Loris Tarantino, Stefano Bertolotti, Andrea Imelio, Andres Villani, Andrea Manuelli.
Dal 2006 collabora con Claudio Cristoferone ad un progetto su Luigi Tenco e le origini della canzone d’autore, ad un cd di prossima uscita con canzoni originali e alla realizzazione di uno spettacolo teatrale con testi di Claudio Cristoferone “ L’essenziale è invisibile agli occhi”.

sabato 26 aprile - musica d’autore e poesia

260408: Barrique-Catalano-Dalle Vedove-Lonetti

Sabato 26 (ore 21 - Spazio Sotto l’Ombrello - Scalinata Sligge, Ovada) la serata consisterà in un concerto dei Barrique, a più riprese interrotto dalle incursioni di tre poeti: Guido Catalano, Luca Dalle Vedove e Francesco Lonetti.
Appese qui e la saranno presenti anche le poesie di Kate B.Eing, misterioso mersonaggio su cui non si ha alcune informazione.

clicca qui per vedere la copertina del libro di Frank Lonetti: franklonettiquandoeropiuvecchio
e qui per leggere 2 testi dei Barrique e 1 poesia x poeta:
26Aprile08_Testi

I Barrique sono nati nel luglio del 2000 e, dopo qualche tempo passato a scrivere e ad affinare le loro prime canzoni, hanno iniziato a esibirsi in concerto. Si sono esibiti in questi anni in numerosi locali di Genova e del Piemonte, e hanno inoltre partecipato a feste, rassegne, concorsi, iniziative di vario genere.
A Genova hanno suonato spesso alla “Madeleine Cafè”, ma pure al “Triccheballacche” e alla “Cittadella”, al “Banano Tsunami”, al centro sociale Buridda. Hanno partecipato tempo fa al concorso “I migliori che abbiamo”.
In Piemonte hanno suonato in diversi spazi musicali di Alessandria (Teatro Comunale, Valdapozzo), Valenza (Festival del Mediterraneo, diretta su RadioGold) Novi Ligure, Ovada (anche già a Sligge), Cassinasco, San Salvatore Monferrato, Ivrea. Hanno partecipato al concorso nazionale “L’Artista che non c’era” della rivista “L’Isola che non c’era”.
Fanno spesso pause di riflessione ma poi sempre rientrano nel (folk-)rock’n'roll show.
Ultimamente hanno accompagnato Francesco Lonetti, presentando nelle librerie Fnac di Genova e Torino il libro “Quando ero più vecchio-Poesie Giovanili”.
Sono: Marco Renes chitarra acustica, voce. Sergio Roggero chitarra classica, fisarmonica, armonica a bocca Stefano Petrera basso Paolo Cadoni batteria, percussioni Francesco Lonetti stesso parole a tempo indeterminato, chitarra acustica “a progetto” (ma ultimamente quasi mai). http://www.myspace.com/barrique

Guido Catalano è un poeta di Torino. Ha pubblicato le raccolte “I cani hanno sempre ragione”, “I cani hanno sempre ragione 3.0”, “Motosega”. E’ noto per la sua poesia irresistibile in molte città d’Iitalia dove ha vinto numerosissimi poetry slam(battaglie di poesia). Tutti i martedì si esibisce a Torino al Teatro della Caduta dove insieme ad altri anima uno spettacolo di teatro, versi, magia e arte varia. In allegato una sua poesia da “Motosega”.Maggiori informazioni su http://www.guidocatalano.it

Luca Dalle Vedove è di Alessandria. Pur praticando soltanto sporadicamente la poesia (non ha pubblicato nessuna raccolta, lavora invece nella computer grafica) è sempre parecchio stimato e apprezzato da coloro che lo leggono. Recentemente, si è particolarmente distinto nel pomeriggio di letteratura e musica “Lallazioni Lavabili Live 01”, tenutosi ad Alessandria il 22/03/2008.

Francesco Lonetti vive a Valenza. Ha pubblicato la raccolta versi “Quando ero più vecchio-Poesie Giovanili”, scritto ma non ancora pubblicato la raccolta “En passant- Poesie scritte appunto di passaggio”, e ha in cantiere uno libro di racconti. Gestisce il blog Lallazioni Lavabili” http://lallazionilavabili.splinder.com/

Sabato 19 aprile - Visconti e i Menestrelli

Sabato 19 aprile, alle ore 21.30, presso lo spazio Sotto l’Ombrello di Scalinata Sligge - Ovada (AL), l’Associazione Oltremusica presenta:
Sera di Not(e) Parole, un incontro con la musica d’autore.
Prove aperte con il gruppo Visconti e i Menestrelli.
Vi annunciamo che per le prossime settimane sono in preparazione altre serate dedicate alla musica d’autore e alla poesia.

Marangolo & Tavolazzi - Ritratti di Andrea Musso

Andrea Musso (http://www.andreamusso.it) ci ha inviato altri due disegni, realizzati durante il concerto di venerdì 28 marzo, che ritraggono Antonio Marangolo e Ares Tavolazzi.
Grazie!

musso_marangolo_tavolazzi_sm.jpg

Venerdì 28 marzo - Marangolo Tavolazzi Bandini

antonio_marangolo_jazz1_sm.jpgVenerdì 28 marzo alle ore 21 si chiude la rassegna
OVADA JAZZ - Prima Edizione: I Jazzisti del Conte

Il concerto si terrà presso lo Spazio Sotto l’Ombrello
Scalinata Sligge, 10.OVADA (AL)

info: 333.4714506

Il festival si concluderà con il trio di Ares Tavolazzi, Ellade Bandini e Antonio Marangolo, che il giornalista Curzio Maltese ha definito i “senatori a vita” della musica italiana.
Marangolo, che vive a Ovada da un anno e ha organizzato la rassegna, lavora con gli altri due musicisti da trentatrè anni. E’ stato solista di spicco e direttore artistico di Paolo Conte dall’82 al ‘90.
Una volta chiesero a Conte se non desiderasse sentire una voce femminile in orchestra a eseguire i suoi pezzi e questa fu la risposta: “Ho un sassofonista talmente bravo che non ne sento il bisogno”.
Di Ellade Bandini si può dire: provate a trovare un disco di qualità negli ultimi trent’anni che non lo veda accompagnare con estrema eleganza qualunque tipo di canzone.
Per citare le sue collaborazioni ci vorrebbe una pagina intera. Per definire il suo drumming coltissimo si può ancora citare Conte, la cui presenza aleggia in questa rassegna, che una volta disse di lui: “E’ come avere la propria mamma alla batteria tanto ci si sente sicuri”.
Lo stesso discorso vale per Ares Tavolazzi la cui storia e i cui meriti vanno ancora oltre. Dagli “Area” alle collaborazioni con i migliori artisti italiani fino alle attuali meritatissime partecipazioni nei gruppi di Stefano Bollani ed Enrico Rava che lo vedono protagonista della scena jazz italiana.
Insieme i due compongono una delle più efficienti e raffinate sezioni ritmiche in circolazione e ciò che si può gustare maggiormente nel trio del 28 marzo è quel senso di relax, quel trovarsi a occhi chiusi che sono caratteristiche proprie di una lunga esperienza in cui, oltre a quello del jazz, si è navigato nei mari di tutte le musiche e si naviga ancora con lo spirito di chi, per dirla alla Ungaretti, vive con entusiasmo il terzo ventennio della sua esistenza.

Giovedì 20 Marzo ore 21 - Concerto di Manomanouche

Prosegue il festival OVADA JAZZ 2008 - Prima Edizione: I Jazzisti del Conte

Giovedì 20 marzo - ore 21 -Spazio Sotto l’Ombrello
Scalinata Sligge, 10.OVADA (AL)

info: 333.4714506

http://www.manomanouche.com/

manomanouche_quartet_large.jpg

Il progetto Manomanouche nasce nel 2001 dall’incontro di musicisti di differente estrazione, con una consolidata esperienza professionale e con l’intento di far conoscere ad un pubblico più vasto la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouches. Collaborano con il progetto diversi artisti a livello nazionale ed europeo. Nell’arco di soli tre anni Manomanouche diventa una realtà di riferimento nel panorama Gypsy Jazz: un caso unico per la qualità della ricerca, dell’arrangiamento e per la valenza personale ed emotiva che questo progetto ha per i suoi musicisti.
La loro intensa attività concertistica li porta a assumere e consolidare uno stile sempre più personale, ricco di contaminazioni diverse ma senza mai dimenticare l’essenza, lo spirito che li caratterizza e dal quale traggono ispirazione.
La proposta artistica dei Manomanouche è quindi caratterizzata da un personale ed originale lavoro di ricerca del suono, degli strumenti e dell’approccio caratteristici dello Swing Manouche. Una musica basata sull’improvvisazione, aperta alle contaminazioni e derivante principalmente dalla fusione dello swing, del folklore tzigano e della melodia Italiana.
Il progetto Manomanouche Quartet propone un repertorio di arrangiamenti di brani del noto chitarrista e compositore Django Reinhardt, alcuni standards, valzer gipsy-musette e diversi brani originali.
Il concerto Manomanouche Quartet ha un impatto immediato sul pubblico ed è completamente realizzato con strumenti acustici: due chitarre tipiche del jazz manouche una fisarmonica e un contrabbasso.

Jimmy Villotti Quartet - Ritratti di Andrea Musso

Venerdì 14 marzo, durante il concerto del quartetto di Jimmy Villotti, Andrea Musso ha ritratto sulla sua agenda Jimmy e il batterista Paolo Mozzini.
(clicca sull’immagine per ingrandire)

villotti_mozzoni_sm.jpg

Potete visitare il suo sito: http://www.andreamusso.it

I suoi ritratti sono stati segnalati da Detour: the Moleskine City Notebook Exhibition.
Nel 2008 Andrea Musso è stato invitato alla selezione per l’Annual Moleskine Exhibit di Parigi e Berlino.
http://detour.moleskinecity.com

Gallerie virtuali contenti alcune delle illustrazioni della mostra:
http://www.flickr.com/photos/andreamusso
http://www.jazzitalia.net/disegnifoto/andreamusso/

Andrea Musso dice di sè: «Non ho mai suonato né cantato, anzi, la musica non la conosco affatto: non so leggere gli spartiti e non sono nemmeno sicuro di saperla apprezzare. Mi piace ascoltarla, questo sì, soprattutto mi piace guardarla perché, e di questo sono convinto, la musica è nel corpo e nel viso di chi suona: la passione, il divertimento, la fatica, tutto ciò che la musica è al di fuori dello spartito, della tecnica (ma, forse, anche la tecnica è fatica fisica).
Così ascolto e guardo, mi abbandono alle melodie che non conosco e faccio quello che mi è più naturale fare. Fisso nel mio blocco da schizzi quei volti, quelle mani, quegli strumenti per rivederli e riviverli dopo, con calma. Da un’abbazia ad un locale fumoso, da un castello alla piazza di un paese, da una chiesa ad una strada dove suonano dei musicisti girovaghi, la Moleskine viene con me: ha girato tutta Italia, mezza Europa e anche un altro bel po’ di mondo. E le piace la musica, forse ancor più che a me.»

OVADA JAZZ - I° Edizione: “I Jazzisti del Conte”

Venerdì 14 marzo 2008, alle ore 21, presso lo Spazio Sotto l’Ombrello di Scalinata Sligge, a Ovada, prende il via il festival

OVADA JAZZ - I° Edizione: “I Jazzisti del Conte”yazz_web_sm.jpg

con il seguente programma:
Venerdì 14 Marzo - Jimmy Villotti Quartet

Giovedì 20 Marzo - Manomanouche
Venerdì 28 Marzo - Marangolo Tavolazzi Bandini

I concerti si terranno presso lo
Spazio Sotto l’Ombrello

Scalinata Sligge, 10
OVADA (AL)

inizio concerti ore 21
ingresso 12 euro
abbonamento ai tre concerti 30 euro
prevendita presso I.A.T., Via Cairoli, Ovada

info: 333.4714506

Cliccando sull’immagine potete scaricare la locandina della manifestazione

COMUNICATO STAMPA

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La prima edizione di “Ovada Jazz” si svolgerà nei giorni 14, 20, 28 marzo ed è dedicata a musicisti che hanno lavorato o lavorano tuttora con Paolo Conte.
Militare nell’orchestra del cantautore astigiano è sempre stato e rimane un privilegio per qualunque musicista ma lo è soprattutto per quegli strumentisti che parallelamente alla collaborazione con i cantautori seguono un loro discorso personale legato al jazz.
Ciò è dovuto alla qualità della musica e alla possibilità di aver spazi che, seppur limitati, consentono ai jazzisti di esprimere le loro potenzialità.
Fatte le dovute proporzioni, per un jazzista italiano, suonare con Conte è come aver suonato con Duke Ellington per un americano.
La rassegna si chiama infatti “I jazzisti del Conte” e i tre concerti avverranno nello “Spazio Sotto l’Ombrello” in Scalinata Sligge a Ovada (AL). Si è preferita questa sede a un teatro o ad altro spazio per due motivi molto semplici. Il primo è dovuto a un proposito di convivialità e vicinanza fisica con i musicisti che permetterà al pubblico di conoscerli meglio e potersi intrattenere con loro dopo i concerti. Il secondo è dovuto alla rigorosa esigenza di ascoltare tre tipi differenti di stile jazzistico assolutamente in acustico senza l’ausilio di amplificazione, fatta eccezione, ovviamente, per gli strumenti elettrici.
Aprirà la rassegna il quartetto di Jimmy Villotti il 14 marzo.
Il chitarrista bolognese non ha certo bisogno di presentazioni. Oltre a infinite collaborazioni con parecchi esponenti della canzone d’autore è sempre stato ed è tuttora l’animatore della scena jazz del capoluogo emiliano, ha suonato con numerosi jazzisti americani e pochi sanno che negli anni settanta ha scritto la prima opera rock italiana “Giulio Cesare” rappresentata con successo al Palasport di Bologna.
Jimmy ha fatto parte della prima gloriosa orchestra di Paolo Conte che “espugnò” Parigi nel 1985, è rimasto con lui fino all’88 quando, decidendo di dedicarsi esclusivamente al jazz, preferì mettersi in proprio.
Ha pubblicato libri e, in veste di cantautore fuori dalle righe, ha registrato diversi lavori caratterizzati da un’ironia non comune.
Il quartetto “Manomanouche”, di scena il 20 marzo, comprende due musicisti che lavorano ancora oggi con Paolo Conte: il polistrumentista Max Pitzianti e il contrabbassista Jino Touche.
Il quartetto suona un jazz trascinante sullo stile di Django Reinhardt ed è attivo sulla scena italiana e straniera.
E’ interessante notare come Pitzianti e Touche, che subentrarono all’orchestra storica di Conte nel 1991, suonano ancora, e sono ben diciassette anni, con l’autore di “Via con me”. Questo la dice lunga sul loro valore.
Il 28 marzo chiuderanno la rassegna Ares Tavolazzi, Ellade Bandini e Antonio Marangolo, che il giornalista Curzio Maltese ha definito i “senatori a vita” della musica italiana.
Marangolo, che vive a Ovada da un anno e ha organizzato la rassegna, lavora con gli altri due musicisti da trentatrè anni. E’ stato solista di spicco e direttore artistico di Paolo Conte dall’82 al ‘90.
Una volta chiesero a Conte se non desiderasse sentire una voce femminile in orchestra a eseguire i suoi pezzi e questa fu la risposta: “Ho un sassofonista talmente bravo che non ne sento il bisogno”.
Di Ellade Bandini si può dire: provate a trovare un disco di qualità negli ultimi trent’anni che non lo veda accompagnare con estrema eleganza qualunque tipo di canzone.
Per citare le sue collaborazioni ci vorrebbe una pagina intera. Per definire il suo drumming coltissimo si può ancora citare Conte, la cui presenza aleggia in questa rassegna, che una volta disse di lui: “E’ come avere la propria mamma alla batteria tanto ci si sente sicuri”.
Lo stesso discorso vale per Ares Tavolazzi la cui storia e i cui meriti vanno ancora oltre. Dagli “Area” alle collaborazioni con i migliori artisti italiani fino alle attuali meritatissime partecipazioni nei gruppi di Stefano Bollani ed Enrico Rava che lo vedono protagonista della scena jazz italiana.
Insieme i due compongono una delle più efficienti e raffinate sezioni ritmiche in circolazione e ciò che si può gustare maggiormente nel trio del 28 marzo è quel senso di relax, quel trovarsi a occhi chiusi che sono caratteristiche proprie di una lunga esperienza in cui, oltre a quello del jazz, si è navigato nei mari di tutte le musiche e si naviga ancora con lo spirito di chi, per dirla alla Ungaretti, vive con entusiasmo il terzo ventennio della sua esistenza.

29 Febbraio - ore 21 - Seminario di batteria

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Venerdì 29 Febbraio 2008 - ore 21
presso lo Spazio Sotto l’Ombrello di Scalinata Sligge, Ovada (AL)
seminario di batteria con Emanuele Smimmo
http://www.myspace.com/smimmodrums